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21.11.11
Corso Formazione Insegnanti Yoga
Questo fine settimana al centro c'è stato il seminario di Formazione Insegnanti Yoga. Era dedicato alla gravidanza. Ovviamente lo tenevo io... Ovviamente non per spocchia, ma per i tre figli che ho prodotto negli ultimi 7 anni. Ci tenevo a farlo bene, anzi benissimo. Gli altri incontri li aveva tenuto Max, verso il quale, in campo yogico, ho sempre un "timore reverenziale". Mi sono preparata coscienziosamente all'evento, ho scritto la mia dispensa cercando di trasmettere le mi esperienze, cercando di andare un po' oltre le cose che si leggono sui libri. Ho parlato di "gravidanza vissuta". E volevo che il corso fosse, a suo modo esperienziale. Non potevo riprodurre le sensazioni che provocano i movimenti del bambino nella pancia, quello che vive una donna incinta durante i 9 mesi di gravidanza, ma almeno potevo cercare di far capire come quella gobba lì davanti, che ti ritrovi sotto la maglietta ti condizioni i movimenti. Così, mi son presentata al centro con un sacco pieno di cuscini e ho messo incinta tutti... uomini e donne :)
Quello che è saltato fuori è stato veramente interessante e a tratti, per me che sono ancora un groviglio di ormoni, emozionante. Mi ha colpito l'entusiasmo con cui è stata accolta la mia richiesta da TUTTI, anche dall'unico uomo che partecipava al workshop. La serietà con cui hanno partecipato, facendo domande, proponendo loro chiavi di lettura sulle varie asana che affrontavamo, sempre col sorriso, ad ogni proposta che facevo (gli ho fatto fare una cosa tipo 4 rilassamenti guidati diversi e domenica pomeriggio siamo andati avanti a praticare ininterrottamente dalle 14.30 alle 18...)
Bilancio assolutamente positivo, è un gruppo veramente ricco di talenti, uno di quei gruppi al quale ti affezioni e ricorderai anche negli anni a venire.
E alla fine sono riuscita anche a partecipare a un rilassamento guidato anche io, condotto da Cristiano
-Bene... sdraiavi, trovate una posizione comoda... rilassatevi
...
...
un vero maestro :)
Grazie a voi tutti
18.7.10
Lo yoga, l'attesa e la pazienza
In questo periodo mi "sta capitando" di dover ASPETTARE. Sono 8 mesi che aspetto, a dire la verità, visto che tra poco arriverà il nostro terzo figlio.
Quando ho scoperto di essere incinta mi sono ripromessa di non cadere di nuovo nel tranello dell'impazienza ma, arrivata alla fine del settimo mese eccomi di nuovo scalpitare e sperare in uno "sconto" per partorire prima e vedere Edoardo.
Ero così presa a calcolare lune piene e scadenze che mi stavo perdendo qualcosa che non tornerà mai più. La mia attenzione era già rivolta al POI, a quando avremmo avuto qui con noi Edoardo, incurante del fatto che lui, in verità, c'è già.
C'è da 8 mesi e giorno per giorno ogni piccolo (o grande ormai) cambiamento del mio corpo me lo testimonia: so dove si trova la sua testolina, i suoi piedini che si muovono e pedalano e le sue manine, che spesso frugano veloci. Conosco i suoi orari e le sue abitudini, i suoi gusti e le sue preferenze.
Tutto questo è la ricompensa dell'AVERE PAZIENZA, del godersi il viaggio e la bellezza del percorso.
Troppo abituata a correre, puntando alla meta finale spesso mi perdo il cammino.
Questo accade macroscopicamente nel percorso dello YOGA, disciplina che di per sé esercita la capacità di attendere, di dare tempo al proprio corpo di adattarsi, di cambiare in funzione della ricompensa finale: il completamento di una asana. Posizioni che di primo acchito possono sembrare impossibili anche solo da tentare, con la pratica e l'esercizio della pazienza e della costanza diventano dapprima abbordabili poi semplici e addirittura soddisfacenti. Sentiamo il nostro corpo e i nostri muscoli sciogliersi e allungarsi piano piano, adattarsi alle nuove esigenze imposte dalla meta che desideriamo raggiungere, ben chiara nella nostra mente come punto d'arrivo di una strada da godere.
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